Halloween è terminato, ma qualcuno degli scherzi pare non averne avuto abbastanza. Che poi chiamarlo scherzo è un poco riduttivo. In Grecia l’austerity verrà messa hai voti dopo che il primo ministro George Papandreou ha fatto sapere di voler ricorrere al referendum per dare al popolo la possibilità di esprimere in tal senso la propria opinione. Dall’altro lato paesi come la Germania risultano inorriditi, quasi beffati, dopo aver concesso i dovuti aiuti trovandosi di fronte una nazione che quasi è in cerca di una fuga dalle proprie responsabilità.

Risultato? I mercati hanno reagito male, davvero molto male. Le borse ovviamente a picco con cali come in Italia del 6,80% e il versante dei titoli di debito pubblico on ha certo fatto di meno. I rendimenti dei titoli di stato italiani sono schizzati nuovamente al rialzo verso nuovi massimi e come loro pure i cds non sono rimasti indietro.

Osserviamo subito una piccola elaborazione excel di alcuni dati presi dal sito Bloomberg per i titoli di stato italiani. Per la data odierna i rendimenti dei BOT potrebbero essere in realtà quelli di ieri in quando il sito portava la data del 31 ottobre. Vediamo subito come dalla passata estate i rendimenti siano decisamente cresciuti soprattutto per il breve termine.

Italian Yield Curve 01/11/11

Italian Yield Curve 01/11/11

Un aumento del tasso per le scadenze più breve evidenzia come il mercato inizi a scontare un maggior rischio verso quei titoli che potrebbero sentire per primi di una difficoltà di rifinanziamento del debito italiano a seguito del progressivo innalzamento dei tassi di interesse rischiesti dagli investitori in cambio del proprio denaro.

ita yield change 01/11/11

ita yield change 01/11/11

Il grafico (fonte Bloomberg) qui sopra ancora più chiaramente evidenza quanto realmente si siano modificati i tassi di interesse da questa estate. Le linee indicano le variazioni percentuali ed è elementare notare come siano proprio i tassi di breve ad avere risentito il maggiore aumento. Semplicemente un altro modo di vedere il primo grafico.

Sul versante azionario, il panico del momento lo evidenzia ottimamente il Ftse Mib. Dagli oramai abbandonati 17000 punti di venerdì, il panico di queste ultime sedute ha portato l’indice italiano a chiudere oggi sotto i 15000 con un calo per l’ultima giornata di quasi sette punti percentuali (6,80%).

Ftse Mib 01/11/11

Ftse Mib 01/11/11

L’indice ha risposto male alla trendline ribassista già segnalata in precedenza che guidava il ribasso dal mese di aprile e gli indicatori volgono anch’essi al ribasso. L’RSI in particolare ha rotto il suo trend al rialzo attorno al livello 60 zona che spesso riesce a delimitare i rialzi in scenari più ampi rivolti al ribasso (così era successo anche a metà ottobre). Ulteriori ribassi potrebbero far rivedere livelli quali 14500 e 14000. C’è da vedere se la media a 55 periodi presente nelle vicinanze avrà un qualche effetto sull’andamento delle contrattazioni o verrà totalmente ignorata. Un rimbalzo potrebbe vedere in primis il raggiungimento di 15700 come probabile target.

Di importante ora da seguire ci sarà il G-20. Probabilmente l’ultima muraglia prima che il mercato decida di condannare definitivamente l’Europa e i suoi stati più periferici, spesso complici di un immobilismo istituzionale del tutto fuori luogo di questi tempi. Intanto le televisioni straniere danno favorito un risultato negativo per il referendum greco (probabile 60% di no) e con lo stesso pessimismo guardano anche alla nostra situazione italiana, dove il governo viene accusato di essere troppo debole e sotto il perenne rischio di perdere la maggioranza dei voti. Che dire… Incrociamo le dita.

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One Response to Paura per il debito italiano e mercati a picco

  1. [...] Paura per il debito italiano e mercati a picco [...]

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